Fondazione Arte della Seta Lisio  -  Firenze - Italia
 
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NUOVI LIBRI SUL TESSILE
a cura di Paola Marabelli, maggio 2002
merletti venezianiSan Leucio | macramè in Sardegna | arazzeria Scassa

Davanzo Poli Doretta, Lunardon Silvia,
Meretti. Esposizione di una selezione di antichi merletti veneziani dalle Collezioni IRE

Venezia, IRE, 2001,
159 pp., ill. coll., note bibliografiche, bibliografia, testo inglese a fronte.
 Undicesima pubblicazione della collana "carità e Assistenza a Venezia" dedicata a una sezione importante del patrimonio artistico di pertinenza dell'IRE, Istituzioni di Ricovero e di Educazione: la raccolta di merletti antichi. Silvia Lunardon nel suo saggio ci spiega quanto a Venezia le istituzioni caritative e assistenziali dalla loro fondazione, la più antica struttura per pellegrini è del 978, al loro sviluppo medioevale e al loro moltiplicarsi soprattutto nel Cinquecento e Settecento, abbiano avuto delle valenze sociali importantissime essendo luoghi di recupero umano, di istruzione e di formazione professionale. Un'arte insegnata e portata a sviluppo manifatturiero è proprio quella del merletto che, sulla spinta delle richieste di mercato crescenti dalla fine del XVI secolo, trova espansione e peculiarità nelle terre veneziane, come ci delinea Doretta Davanzo Poli nella sua esauriente trattazione. In essa possiamo trovare interessanti notizie sull'evoluzione di questa antica arte, sulla organizzazione del lavoro delle merlettaie, oltre alle note tecniche sull'esecuzione, l'utilizzo e i tipi di decori proposti. Le schede dei preziosi esemplari scelti, che spaziano dall'ultímo quarto del XVI secolo alla fine del XIX, sono state redatte dalla Davanzo Poli con la consueta precisione nell'analisi tecnica, nella descrizione e commento critico alla datazione.

Musella Guida Silvana
San Leucio, continuità nella tradizione dalla fondazione ad oggi

Napoli, Giuseppe de Nicola Editore, 200,
95 pp., ill.coll., bibliografia, referenze archivistiche.
 L'autrice traccia l'evoluzione della colonia di San Leucio attraverso la storia delle famiglie di coloni che hanno lavorato per la manifattura osservando uno statuto molto preciso e articolato che regolamentava sia gli aspetti lavorativi che quelli comportamentali e della vita privata come ad esempio il matrimonio. L'ampiezza delle attività che abbracciavano tutte le varie fasi della lavorazione delle materie prime, la diversificazione nell'uso di filati quali seta, cotone, lana, canapa e nel tipo di manufatti prodotti, tessuti per abbigliamento e arredamento, tappeti, guanti, maglieria erano sostenute da un'esemplare organizzazione, da numerose maestranze altamente specializzate e da un apparato di macchinari e di congegni innovativi che facilitavano la trasformazione dei materiali e permettevano la produzione di tessuti molto complessi. Una significativa carenza era data però da una scarsa inventiva nel repertorio disegnativo che mostrava una decisa dipendenza dal gusto francese nonostante fosse stata introdotta, sul modello lionese, la figura del designer e che a San Leucio s'incarnava solamente in tre disegnatori, Aniello e Bartolomeo Pane e il francese Agostino Curnillon, attivi in un arco di ottant'anni. Interessante è l'illustrazione di disegni, di esemplari tessuti dalla Fabbrica e di dipinti che mostrano l'ambientazione di manufatti quali tappezzerie, bordure, tende e tappeti.

Sa Prendidura di Cuglieri. Un'esperienza didattica sul macramè in Sardegna
Cagliari, Società Poligrafica Sarda, 2000, 113 pp., ill.b/n, note bibliografiche.
 Interessante esempio di come si possa coinvolgere i ragazzi in una ricerca finalizzata alla conoscenza e alla valorizzaeione del patrimonio culturale locale. Lo studio, promosso dai Servizi Educativi del Museo e del Territorio della soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e storici di Cagliari e Oristano e realizzato insieme alla scuola media di Guglieri, ha portato ad evidenziare come questo paese del Montiferru in provincia di Oristano, si distingua per essere un importante centro per la lavorazione del macramè documentata dalla fine del Settecento ai giorni nostri. Lavorato dalle donne nel tempo libero dalle principali occupazioni in casa e nei campi, il macramè richiede una tecnica abbastanza semplice eseguita con le dita, senza l'ausilio di aghi o fuselli e consistente nell'intreccio e nell'annodatura di fili verticali fermati su un cuscinetto. La grande varietà di motivi decorativi, spesso molto articolati, comprende disegni di tipo geometrico, vegetale, animale e anche in alcuni casi con figure umane, utilizzati per impreziosire la biancheria da casa o gli accessori dell'abbigliamento femminile come cinture e borse.

Danese Elda,
L'arte al telaio, L'arazzeria Scassa dal 1957 ad oggi

Torino, Umberto Allemandi, 2001
123 pp., ill.b/n e coll., note bibliografiche e bibliografia, testi di Ettore Sottsass, Elda Danese, Franco Fanelli, traduzione in inglese a fine volume.
 Edizione realizzata in occasione della mostra organizzata ad Asti nell'Antica Certosa di Valmanera, nella quale ha trovato una riuscita sintesi la storia di un importante artista-artigiano e della sua opera. In quasi mezzo secolo di attività Ugo Scassa è stato l'artefice, insieme alle sue operose ed esperte tessitrici, di magnifici arazzi nei quali si sono fuse, in un felice connubio, espressioni stilistiche innovative scaturite dalla sensibilità artistica moderna con una tecnica millenaria. Ecco che opere di Corrado Cagli, Giuseppe Capogrossi, Francesco Casorati, Antonio Corpora, Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Beatrice Lazzari, Umberto Mastroianni, Renzo Piano, Giuseppe Santomaso, Giulio Turcato, Tonio Zancanaro, per citarne solo alcuni, sono riespresse con un mezzo estetico diverso che si fa nuova opera d'arte. Ugo Scassa adotta un sistema inusuale nelle altre arazzerie, consistente nell'attingere direttamente al repertorio degli artisti contemporanei, le opere più adatte ad essere tradotte in arazzo, lasciando quindi a se stesso, "come un direttore d'orchestra che con il concorso degli orchestrali da lui diretti, dà una personale interpretazione di una composizione musicale", una vasta libertà di scelta., di lettura, di analisi e di possibilità di impiegare i mezzi tecnici più opportuni a trasferire i diversi linguaggi figurativi in un nuovo prodotto artistico. Le opere di Ugo Scassa hanno avuto un successo internazionale e hanno visto la loro giusta collocazione in prestigiose sedi come i saloni dei transatlantici Leonardo da Vinci, Michelangelo e Raffaello, La Galleria Nazionale d'Arte moderna a Roma, la Galleria degli Arazzi ad Asti, uffici pubblici, Istituti Bancari, collezioni d'arte.

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